Archivi categoria: Gruppo Presepe

2018

Gesù nasce a Olginate

Sta soffiando un vento gelido, insistente, che se ne frega della mantella tenuta stretta e alta sul collo e si intrufola impertinente ovunque sotto i vestiti. Giuseppe alza lo sguardo e osserva il comballo che sta risalendo l’Adda trainato da due buoi, si gira verso Maria, aggrappata alla sella dell’asinello, e pensa a quanto poteva essere comodo e caldo quel mezzo per raggiungere Lecco, ma i soldi sono sempre pochi e così eccoli qui a piedi sulla strada alzaia in balia di un Brevùn che raramente si vede.

Una curva ancora ed ecco nel crepuscolo finalmente comparire le luci di Olginate e con esse un po’ di vigore che spinge ad affrettare il passo e cercare una locanda per la notte. Maria si accorge dell’andatura aumentata e guarda Giuseppe con gratitudine per tutta la cura che sta mostrando da quando, incinta, si sono messi in viaggio.

Giunti finalmente nella zona della Piazza del Porto, Giuseppe si affretta a bussare alla prima locanda che incontra: “che vuoi?” Ottiene come risposta e subito dopo un: “siamo pieni, non abbiamo posto” come conclusione del breve colloquio. Giuseppe, suo malgrado, saluta e si avvia verso un’altra insegna illuminata sperando in cuor suo in un po’ più di fortuna e pensa: in fondo siamo stranieri, non ci conoscono.

Bussa di nuovo e dopo un poco due occhi lo fissano malevolmente dallo spioncino del portone, fiducioso accenna: “buon uomo siamo io e mia moglie incinta, vorremmo un posto dove riposarci e poter passare la notte”. Per tutta risposta la fessura si chiude e il catenaccio scorre a serrare il portone.

“Giuseppe!”, la voce di Maria lo distoglie dai suoi cupi pensieri per gettarlo nello sgomento: “penso che stia arrivando il momento, affrettiamoci a trovare un posto.”

Giuseppe si guarda attorno, nella piazza non vede anima viva, ma nota una via illuminata che sale in leggera salita e vi si dirige spronando il ciuco. Appena iniziata la salita, la mano di Maria gli stringe con forza la spalla, gli sguardi si incrociano e non servono parole per spiegare che il tempo per il parto è arrivato. Giuseppe vede un portone con un androne riparato, rapidamente prende Maria, la fa sdraiare su una stuoia come meglio riesce e si mette accanto a lei compiendo l’unico gesto che ora poteva fare, le stringe le mani …

“Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. (Lc 2,6-7)”

2017

“Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. (Lc 2,6-7)”

Partendo da questi versetti dell’evangelista Luca è nata l’idea di rappresentare la Natività dove oggi, chi ricerca un alloggio o un luogo di accoglienza, spesso si ritrova suo malgrado a dover vivere. Nuove povertà, immigrazione, problemi famigliari sono solo alcuni dei motivi che spingono parecchie persone a vivere letteralmente “sotto un ponte”.

Il ponte è freddo riparo dalle intemperie ma anche simbolo di unione fra due sponde e due realtà. Per questo motivo l’arcata sotto la quale si posiziona chi visita il Presepe, rappresenta idealmente la condivisione fra il messaggio che la nascita di Gesù disteso su una rete da pesca ci manda e la nostra responsabilità di testimonianza quotidiana dell’essere credenti.

La Natività è rappresentata sotto il ponte di Olginate dedicato a Vittorio Emanuele III inaugurato nel 1911 e abbattuto nel 1925 dopo un cedimento strutturale. Sugli stessi piloni venne edificato nel 1927 l’attuale costruzione. La scena è completata con la ricostruzione della navigazione sul fiume di un barcone, chiamato comballo, adibito al trasporto di merci da e per Milano. Queste imbarcazioni venivano fatte risalire lungo il Naviglio di Paderno e il Fiume Adda sfruttando il traino di cavalli o buoi che percorrevano la strada alzaia ancor oggi presente lungo l’argine.

2016

La Natività è posta in una stanza della Filanda degli Abegg che è vicina al Casello dei Pescatori. In continuità con il 2015 viene rappresentato un ambiente di lavoro duro e dove i lavoratori venivano sfruttati. Sono loro i prescelti per testimoniare la venuta del Salvatore.

Tutto è riprodotto con polistirene lavorato e colorato con terre naturali e colle per edilizia.

 

2015

La Natività è posta in riva al lago e sullo sfondo il Casello dei Pescatori di Olginate. E’ la  versione adattata alla nostra realtà dei pastori, di chi lavora e fatica anche di notte ma che è stato scelto nel disegno di Dio per andare ad adorare il Bambino.

La tecnica utilizzata prevede la lavorazione dei pannelli di polistirene le cui superfici sono rese molto realistiche con l’utilizzo di colle colorate normalmente in uso nell’edilizia, la nebbia sul lago è prodotta per evaporazione di acqua tramite ultrasuoni. Tutti i dettagli sono realizzati per l’occasione.

 

2014

La Natività è posta nel portico del chiostro del Convento di santa Maria alla Vite a Olginate. Il fedele che si accosta al Presepe può quasi abbracciare la natività posta in primo piano, il mistero della nascita è li di fronte a ciascuno di noi e ci interroga nel profondo del nostro cuore.

La realizzazione vede l’utilizzo di pannelli di polistirene che sono leggeri e lavorabili con incisione a caldo, la colorazione è fatta utilizzando terre naturali applicate con colla di coniglio (come avveniva per gli antichi affreschi).

  

 

 

2013

La “cuntrada del frecc” è la via Barozzi di Olginate. La Natività è posta in un gelido androne vicino alle torre del porto. Non si trova alloggio e ristoro nella calda e ricca osteria. Tecnica con polistirolo gessato e colate. Tutti i particolari sono realizzati per l’occasione.

  

 

  

2012

La Natività è in un cortile di Piazza Garibaldi dove viene riprodotta la torre ed il mercato. Maria e Giuseppe non trovano alloggio nelle locande. la tecnica è polistirolo gessato con colate per la torre. Tutti i particolari sono realizzati per l’occasione.

 

 

 

 

 

2010

I corsi di Presepismo seguiti col maestro Villa Maurizio rafforzano la capacità di esecuzione e permettono la realizzazione di lavori realistici e accurati. La tecnica introdotta consiste nell’eseguire colate di gesso liquido per l’esecuzione delle pareti che una volta asciutte vengono lavorate e finite tramite incisione.

La riproduzione della Chiesa e della Canonica di Consonno è accurata e ricca di dettagli, le tegole realizzate una ad una, i campi coltivati, gli ortaggi e gli attrezzi completano la rappresentazione.